diario di un'onda... pardon di una donna.. C'è solo una "n" in più...
allora è deciso.
la nostra estate si svolgerà così:
come vedete, ci sono ancora troppi "forse" nella nostra estate.
l’unico dato certo è che nella seconda metà di agosto ci riuniremo nella nostra casa al mare… forse...
e anche la mia quinta ha svolto la terza prova, quella multidisciplinare.
il presidente di commissione mi ha detto serio: “come somministriamo la prova, professoressa ondainlove?”
come la somministriamo? e io, escluse le supposte per ovvie ragioni, mi sono figurata una distribuzione tra i banchi di pillole e bicchieri d’acqua per mandarle giù o un grosso flacone di sciroppo da dosare agli alunni, magari due cucchiaini a testa prima dei pasti…
ma, si sa, è corretto dire “somministrare una prova”.
e il presidente di commissione ha iniziato a somministrarla. aveva l’aria compunta quando ha letto la normativa, distribuendo poi i fogli.
i ragazzi mi guardano ansiosi, non se bene se preoccupati da quella “somministrazione”, dall’aria grave del presidente, o dalla prova stessa.
e io li guardo a mia volta.
e vedo la gran chioma lunga lunga e lucente di daria al posto dei due codini di cinque anni fa, il sorriso smagliante di denti perfettamente allineati di giulia sbocciato da quel piccolo mostruoso apparecchio che esibiva vergognosa in prima, la barba ormai sfacciata degli undici alunni maschi a sostituire le faccine lentigginose e glabre di piccole pesti, quali erano arrivati dalla scuola media e mi pare ieri.
li guardo e penso che nessuno me li restituirà più quei bambini, quei ragazzi che sono cresciuti giorno dopo giorno in questi banchi, nutriti dalle nostre competenze ma anche dall’affetto di qualcuno di noi…
addio, ragazzi.
mentre ero da Feltrinelli alla ricerca di alcuni libri che avevo annotato nella mia lista, ho visto una testa brizzolata che mi pareva familiare china nella sezione viaggi.
quando mi sono avvicinata, come richiamata dal mio sguardo, la testa si è sollevata e ho incontrato gli occhi scuri di mario.
non lo vedevo da un po’.
mi ha detto che stava cercando una guida della russia perché per quest’estate con enrico e la moglie tedesca hanno in progetto un viaggio da quelle parti.
mi ha chiesto notizie della famiglia.
gli ho detto che per i ragazzi non ci sono molte novità: andrea è stato promosso in quinta; ilaria pare si sia decisa a parlare chiaramente a richard per quanto riguarda i suoi rapporti con la famiglia troppo invadente; alice, per il momento, continua ad essere tutta presa dal suo skipper.
e alberto? – mi ha chiesto mario.
qualcosa mi soffocava la gola e ho faticato a rispondergli.
la voce non mi sembrava la mia quando sono riuscita a dirgli:
alberto è partito stamattina per la germania.
signo’, ma vuie non ce l’avite mai detto alla signora ester, la cugina del professore, che fa male a forzare chella piccirella a sposare il ginecologo?
certo che gliel’ho detto, rosaria… ma non mi ascolta…
...ma perché ci tiene accussì tanto a ‘sto ginecologo?
mah, non so esattamente rosaria… immagino che sia perché è di ottima famiglia ed economicamente sta molto bene.
una volta mi ha detto chiaro e tondo che quel ragazzo che piace a chicca è di condizioni troppo modeste.
per sua figlia vuola un ottimo partito.
Gesù… ma è lei che si deve sposare? E vui dite che la piccirella è innamorata di un altro?
… questo è quel che lei ha raccontato ad alice…
Allora, signò, sapete che vi dico? Bene fa la piccirella a ribellarsi! O no?
oggi è il tuo compleanno o meglio, sarebbe stato il tuo compleanno e io voglio fare come se tu fossi ancora qui.
arrivo da te con un gran mazzo di fiori.
ti ho chiesto se vuoi qualcosa di particolare. mi hai risposto, come al solito in questi ultimi anni, che no, non ti serve niente.
magari ti prendo anche un libro, uno che parli di qualcosa che ti riporta alla tua giovinezza, che quando eravamo piccoli e ce la raccontavi, ci sembrava un periodo incantato, pur con la guerra e il pane nero e la fuga dalla città…
arrivo con i fiori e il libro che forse ti piacerà, ci sono anche delle fotografie in bianco e nero della la strada in cui vivevi, con le carrozze, l’insegna di un vecchio negozio e un antico caffè.
mi accogli con un sorriso. vuoi sapere delle ragazze, dei loro fidanzati. ti racconto della mia preoccupazione per ilaria, con quella famiglia così diversa dalla nostra e anche per alice con quello skipper scombinato in cui è andata ad incappare.
sorridi e commenti che non devo preoccuparmi, che tutto si sistemerà…
poi ti parlo di me, di quanto mi manchi, della mia difficoltà ad entrare in sintonia con andrea, della mia angoscia per la partenza di alberto, con cui pure ho difficoltà ad esternare i miei sentimenti, del mio sentirmi così sola qualche volta, dei miei timori per il futuro…
e magicamente, a differenza di come è sempre stato sin da quando ero bambina che proprio non riuscivo a tirar fuori quel che avevo dentro, stavolta riesco veramente a parlare con te.
buon compleanno e grazie mamma!
in questi giorni giro come una trottola sommersa da compiti da etichettare e consegnare in segreteria, medie e giudizi da compilare, registro da controllare, programmi da rivedere e stampare, mille altre cose da fare.
ho la sensazione che il tempo mi sfugga veloce senza che io riesca a fare quel che vorrei...
fatte le salve le incombenze primarie (sopravvivenza di marito e figli), non ho più tempo:
per leggere;
per telefonare;
per guardarmi un film;
per sentire un po' di musica;
per chiacchierare con sorella e amiche;
per postare un post decente;
per ascoltare rosaria;
per parlare con alberto;
per leggere i blog dei miei amici;
per commentarli.
non ho più tempo
PER VIVERE!
il pomeriggio post elettorale scorre veloce mentre rosaria sta stirando un discreto numero di bucati ed io sono intenta ad abbozzare giudizi (laddove ancora richiesti) e tentativi di medie, sul tavolo di cucina per farle compagnia.
in sottofondo il televisore acceso con la litania di percentuali e quorum, intervallata dalle dichiarazioni concitate dei leader dei vari partiti.
dopo averne sentiti una decina in religioso silenzio per non disturbarmi o perchè veramente interessata, rosaria a un certo punto sbotta:
"signo', ma vuie sapete chi ha perso 'ste elezioni? qua' pare che hanno vinto tutti quanti e non si capisce chi ha perso... boh"
ormai sono tristemente rassegnata a questa “vedovanza” di alcuni mesi e ho deciso di dare uno sguardo al suo guardaroba per riassortirlo di ciò che gli manca.
non so come si regolino i vostri uomini, ma il mio non si cura assolutamente di ciò che ha nell’armadio con il risultato che spesso, se non provvedo io, si ritrova con mutande lise e calzini spaiati.
per le camicie e i pullover è un altro discorso: non accetta che nessuno li acquisti per lui e continua a promettere che presto andrà lui stesso a comprarsi qualcosa di nuovo. ma questo presto non arriva mai.
l’unica eccezione la fa a natale, quando, ob torto collo, accetta i regali che gli facciamo: ma spesso cardigan e maglioni restano a lungo nel cassetto.
insomma, ama mettersi sempre le stesse vecchie cose.
armata di notes e penna, prendo diligentemente nota degli acquisti da fare:
ma eccolo che arriva a sorprendermi con le mani nei suoi cassetti e con la lista in mano.
"ma, onda, – mi fa con un largo sorriso – non comperare nulla. che me ne faccio? "
gli rispondo anch’io con un sorriso... contenta di constatare che è vero che se ne va, ma almeno non cova progetti di scappatelle… con le mutande e i calzini che si ritrova…
ho finito le mie ore e vado alla ricerca della mia collega elisabetta che la preside mi ha pregato di coinvolgere nel progetto che stiamo avviando con la scuola olandese.
la rintraccio in sala professori e, non troppo convinta io stessa, comincio a prospettarle la cosa.
dopo le mie prime parole mi guarda torva e mi fa:
onda, scusami, ma ora non dirmi niente... non posso ascoltarti, ho un forte mal di testa...non capisco nulla... sai sono appena stata in quarta...
bé, elisabetta, sei appena stata in quarta... e allora? che vuol dire? ci sono stata anch'io alla seconda ora...
e non hai notato nulla? tosse, starnuti e nasi soffiati a iosa...
...???...
ed ora io ho già questo forte mal di testa...
a questo punto mi affretto a rovistare in cartella alla ricerca dell'aspirina che ho riassortito dopo aver ingurgitato l'ultima pasticca della vecchia scatola l'altro giorno.
gliela porgo trionfante, ma mi blocca la mano con aria corrucciata...
eh no, onda, l'aspirina non serve a nulla... credo che mi abbiano contagiato la peste suina... ci vuole il tamiflu...
ciao, onda sono ester… non ti sei fatta viva da quando siete tornati dall’inghilterra… che mi dici? è vero che la famiglia di richard è straricca??? l’ha detto alice a chicca…
bè… sì, ester… sono sicuramente benestanti… lui è un banchiere… la moglie credo che sia ricca di famiglia…
che fortuna sfacciata avete avuto!
bè… anche la mia chicca non può lamentarsi…
ce l’ho quasi fatta a far fissare la nuova data del matrimonio, (grosso sospiro)... forse a settembre…
e ilaria? a quando le nozze?
mah…
che c’è onda? non ti sento convinta…
non so, ester,… sono troppo ricchi per noi e poi… troppo legati alle convenzioni…
TROPPO RICCHI??? ...ma che ti salta in mente, onda?
... sono diversi da noi come modo di vivere, sono lord o qualcosa del genere… ilaria, che già ha le sue perplessità ora, potrebbe avere dei problemi in futuro…
non ti sognare di dirglielo, onda…
veramente gliene ho già parlato con molta serenità ieri sera… le ho detto di pensarci bene, di guardare a fondo dentro di sé e di decidere senza tener conto di nessuno…
…tu sei proprio matta, onda…